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La vacanza all'insegna della scoperta dei colori della costa salentina é ciò che questo alloggio è in grado di offrire. Natura, paesaggi, pietre, sono mescolati per mostrarsi al meglio ai nostri ospiti in primavera e in estate. I due vecchi trulli sono stati ristrutturati mantenendo inalterate le caratteristiche architettoniche originali e lasciando a vista elementi tipici. Gli ambienti sono piccoli, spartani nell'arredo e negli accessori, ma di indubbio fascino, ben arieggiati e sfruttati nelle nicchie e negli angoli. Il complesso, che nel totale può comodamente ospitare 7 persone, è costituito da una costruzione principale, con due camere da letto e il bagno in una delle camere. Il nucleo centrale della casa occupato da una zona rustica con sedili in pietra. Il trullo del piano inferiore ospita 4 persone in due camere da letto con un bagnetto in una della camere. Il cucinotto è situato nell'alloggio principale e una zona del terrazzo è protetta da ombreggiante per poter pranzare e cenare all'aperto. Gli spazi esterni e il panorama sono SENSAZIONALI! Giardino mediterraneo e pineta tutto intorno. Il terrazzo offre lo spettacolo di una costa impareggiabile, tra le più belle d'Italia. Il mare si raggiunge in pochi minuti a piedi, scendendo dai trulli attraverso i circa 100 gradini in pietra e attraversando la carreggiata stradale ( la litoranea) da dove si imbocca il sentiero per la scogliera bassa. L'alloggio è destinato agli appassionati di natura, di quiete e di atmosfere mediterranee.
TRULLO GRANDE:
camera con bagno, camera matr, cucinotto, ingresso, terrazzo
TRULLO PICCOLO:
camera con bagnetto, cameretta
ACCESSORI:
doccia anche esterna, barbecue, terrazzo panoramico
parcheggio solo sulla litoranea.
Distanze: da Santa Maria di Leuca Km 4,5
da Tricase Km 13
da Gallipoli Km 37
da Otranto Km 40
*I PREZZI SI INTENDONO COMPRENSIVI DEI CONSUMI DI ENERGIA, ACQUA, GAS, PULIZIE FINALI.
In vicinanza del Capo, sorge il paesino di Patù, in una terra abitata dagli antichi messapi. V'è costruito un castello,, del secolo XVI, e una chiesa medioevale, dedicata a San Giovanni, costruita verso l'anno Mille.
Altrettanto notevole qui è l'edificio cosiddetto Centopietre,, risalente al sec.IX: vi sono tracce di affreschi di epoca bizantina, che pur nella loro frammentarietà meritano di essere considerati.
VERETUM
A pochi Km da Leuca, alla periferia dell’attuale Comune di Patù, vi sono i resti dell’antica città messapica di Vereto.
Fu Erodoto, all’inizio del V secolo a.C., che per primo parlò di Vereto: secondo il suo racconto una colonia di Cretesi, navigando lungo la Iapigia per giungere in Sicilia, fu sorpresa da una grande tempesta e sbattuta sulla costa presso Leuca, dove fondò alcune città, la prima delle quali fu Iria.
Dopo il naufragio i superstiti cretesi cambiarono il nome in Iapigi-Messapi.
E’ convinzione generale degli studiosi che la città di Iria corrisponda a Vereto. Certo è che tale città diventò famosa nell’antichità in tutto il bacino del Mediterraneo, difesa da mura poderose lunghe più di 4 Km e dominava su un comprensorio che abbracciava anche Leuca e la vicina S. Gregorio.
Nella baia di S. Gregorio Vereto costruì un comodo porto, i cui resti possono essere ammirati sul fondo del mare, a pochi metri di profondità, proprio di fronte alla punta rocciosa che protegge l’insenatura.
Sempre a S.Gregorio si vede una scalinata messapica e l’imboccatura di un pozzo che un tempo riforniva di acqua fresca le navi alla fonda.
Nel III secolo a.C., quando il Salento venne conquistato da Roma, Vereto diventò un municipio; a conferma di questo nella chiesa di S. Giovanni Battista a Patù, è conservato un grosso blocco di marmo, un cippo romano sulla cui facciata si legge una iscrizione in latino che testimonia l’esistenza del municipio
Questa pietra è nota come “base dei Fadii ”, databile per consenso unanime al I-II secolo.
Le altre città messapiche vicine e potenti come Vereto erano Ugento verso ovest, e Vaste a nord.
In epoca romana la Via Traiana, fatta costruire intorno al 106 d.C. dall’imperatore Traiano, era un ampliamento all’antica Via Appia e girava tutto intorno alla penisola a partire da Brindisi per finire a Taranto, come una specie di litoranea circumsalentina: tratti superstiti di antiche vie sono sparsi nell’area classica veretina; da vedere i resti dell’estesa cerchia muraria di Vereto, databile al IV secolo a.C., e brevi tratti di muri d’ epoca romana.
I reperti archeologici ed epigrafici venuti alla luce dalle campagne di scavo o a seguito di fortuiti ritrovamenti e che si sono salvati dal mercato clandestino, sono conservati presso il Museo Provinciale di Lecce “Sigismondo Castromediano” .
Si ritiene che il cuore dell’antica città messapica corrisponda alla zona in cui oggi sorge la chiesetta della Madonna di Vereto, il punto più elevato della collina.
Sta di fatto che a proposito di Vereto occorre parlare non di una città messapica, bensì di un vero e proprio comprensorio, cioè una vasta area di influenza con un centro molto potente.